28 febbraio 2015

WSBK: NEL 2016 YAMAHA MILWAUKEE IN SUPERBIKE COME TEAM UFFICIALE DI IWATA

bsb r1 2015La Yamaha R1 nel 2016 correrà in WSBK ma non all’interno di un team factory come ha sempre fatto tra le derivate. Il responsabile di Yamaha Andrea Dosoli ha infatti ufficializzato che ad Iwata al momento non sono interessati ad un ritorno in WSBK con una propria struttura, tuttavia l’ex manager WSBK ha dichiarato  che supporteranno un team satellite con materiale factory (un pò come Aprilia con Red Devils o Honda con Ten Kate), la scelta sarebbe caduta sull’esperto team Milwaukee che attualmente corre con ottimi risultati nel BSB inglese.

A proposito di Yamaha Valentino Rossi ha recentemente chiuso ogni possibilità di correre in WSBK con la R1 manifestando l’intenzione di voler chiudere la carriera in MotoGP.

 

 

28 febbraio 2015

COME E’ CAMBIATA LA GUIDA DALLE 500 2 TEMPI ALLE MOTOGP A 4 TEMPI: LO SPIEGA ROSSI.

rossi pennaChi meglio di Valentino Rossi (ultimo campione del mondo 500 2 tempi e primo campione del mondo MotoGP 4 tempi) ci può spiegare come è cambiata la guida durante il passaggio, epocale, da un tipo di motore all’altro?

Il 9 volte campione del mondo intervistato da Mauro Sanchini su SKY MotoGP spiega come si guidava la 500 e come si guidano le moderne moto a 4 tempi…La spiegazione, molto interessante, rivela un dettaglio molto particolare:

“le 500 rispetto alle MotoGP di oggi erano più leggere (130kg circa n.d.a.) e non avevano alcun freno motore, si staccava molto tardi, ci si fermava a centro curva, si raddrizzava la moto e si dava gas per uscire. Era un tipo di guida molto spigolosa, quasi da cross. Questo tipo di approccio era l’unico consentito con quel tipo di mezzo, se aprivi a moto inclinata rischiavi di essere disarcionato per via dell’erogazione molto appuntita e della totale assenza di elettronica (salvo un modesto antispin n.d.a.). Il tuo stile era quasi obbligato e ti dovevi adattare tu alla moto a differenza di oggi perchè il motore a 4 tempi tende a “perdonare” più facilmente gli errori di guida.

Con le MotoGP si è totalmente cambiato lo stile di guida per via del motore. Le moto non solo sono più pesanti ma anche più potenti e veloci, si arriva in staccata, si pinza il freno anteriore e si entra ancora molto pinzati cercando di far scorrere moltissimo la moto a centro curva per poi aprire il gas il prima possibile, anche a moto molto inclinata. Questo è possibile perchè l’erogazione del motore 4 tempi è più lineare e più corposa. Rispetto ad una 500 una motogp è molto più veloce a centro curva, è in questa fase che si nota la reale differenza nella guida. Questo è anche possibile perchè le ciclistiche sono migliorate con il tempo e le gomme sono più performanti. Per esempio le Bridgestone, essendo piuttosto dure, vanno guidate in questo modo per farle lavorare in staccata. Le Michelin invece prima, riguardo l’anteriore, avevano un profilo più appuntito e questo ti aiutava a spigolare più facilmente perchè rendeva la moto più “agile” nell’ingresso in curva. 

Da notare, amici lettori, che i più forti piloti di MotoGP sono stati anche fortissimi piloti di 250GP appunto perchè lo stile richiesto è molto simile. Prendiamo ad esempio Rossi, Marquez, Capirossi, Lorenzo, Biaggi, Stoner, Simoncelli, Pedrosa, Melandri sono tutti campioni del mondo tra 125GP/250GP e MotoGP e l’accostamento non è assolutamente casuale. Fa eccezione Marc Marquez che però, attenzione, è stato un campione del mondo 125GP a 2 tempi quindi possiamo considerarlo un figlio diretto dei motori senza valvole di aspirazione e scarico.

Al contrario i campioni del mondo Moto2 Elias, Bradl e Pol Espargaro hanno faticato, e stanno faticando moltissimo in MotoGP perchè la guida della Moto2 essendo goffa, pesante e priva di elettronica non prepara in maniera adeguata alla MotoGP. Ripeto, fatta eccezione per Marquez che comunque è un pilota in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di guida.

Il talento più grande del pilota moderno più che la velocità è la capacità di adattamento. I piloti che non si adattano, ma che al contrario provano ad adattare la moto al proprio stile, in genere falliscono nell’intento di essere competitivi.

27 febbraio 2015

ROSSI: “MI SONO ISPIRATO A STONER PER CAMBIARE IL MIO STILE DI GUIDA”

stoner slideInteressante valutazione di Valentino Rossi su SKY. Il 9 volte campione del mondo spiega attraverso la trasmissione Marc&Vale (27/2/2015 ore 23.30 canale 208 SKYMotoGP) come e perchè ha cambiato il suo stile di guida in funzione delle nuove gomme e delle nuove moto. Ecco le parole del 46 intervistato da Mauro Sanchini:

“io ho iniziato a cambiare il mio stile di guida durante l’ultima parte del 2012 quando ancora pilotavo la Ducati. Ho iniziato ad uscire il busto rimanendo un po “appeso” guardando Stoner che lo faceva per correggere il sottosterzo. Il nuovo stile, quello poi adottato da Marquez e da tutti noi ora, è stato introdotto da Stoner ed in minor parte anche da Lorenzo perchè in effetti più redditizio con questo tipo di moto e questo tipo di gomme. Io nell’adattarmi ho dovuto modificare anche la posizione della mani sul manubrio perchè cambia totalmente la posizione in sella. Il cambio di stile è un po un evoluzione umana: quando una cosa funziona poi la fanno tutti gli altri”.

Lo stile di Stoner è frutto delle sue origini tecniche. Infatti in Australia il giovane Casey non ha iniziato con le minimoto come tutti i piloti europei, ha iniziato con il flat-track. In questa specialità il pilota si aiuta nella guida spostando il busto per spostare il baricentro e curvare mentre la moto va in derapata. Lo stesso Marquez (“figlio” tecnico di Stoner) si allena ed è molto veloce nel flat-track.

Sempre parlando di stile “moderno” anche Valentino Rossi lo ha modificato usando per primo la gamba per bilanciare la moto in fase di frenata. Questa strategia è stata usata anche dallo stesso Casey Stoner mentre non è mai stati usata da Jorge Lorenzo che tende ad essere sempre molto composto in staccata.

 

 

25 febbraio 2015

MOTOGP: AL VIA I TEST MICHELIN CON I TOP RIDERS. IN PISTA I PILOTI UFFICIALI A SEPANG!

dovi 2015  2Non solo test 2015 a Sepang, in Malesia si guarda anche al 2016 caratterizzato dal ritorno del gommista Michelin (sempre in regime di monogomma, purtroppo….).

Giovedi 26 saranno, finalmente, i top riders dei team ufficiali a testare alcune specifiche sperimentali delle gomme francesi in previsione del 2016. In pista Marquez, Pedrosa, Rossi, Lorenzo, Dovizioso, Iannone, Bautista, Melandri, Aleix Espargaro, Pol Espargaro, Bradley Smith più i rispettivi tester di Yamaha Racing e Honda-HRC.

Ricordiamo che con il ritorno di Michelin le gomme avranno un diametro di 17 pollici (la misura standard stradale per sportive commerciali. La stessa misura è adottata da anni in WSBK con il fornitore Pirelli).

25 febbraio 2015

MOTOGP: LORENZO, LONG RUN CON 60° GRADI SU ASFALTO! YAMAHA MIGLIORATA.

lorenzo 2015 1Oggi, ultimo giorno di test a Sepang (Malesia), Jorge Lorenzo ha deciso di testare la sua condizione fisica (dopo i “problemi” del passato anno) con un long run a dir poco estremo: il 4 volte campione del mondo infatti ha dato il via ad una simulazione di gara con asfalto a ben 60° di temperatura sotto un sole infuocato!

Jorge ha così spiegato il suo gesto: “provare con questo caldo è importante anche in previsione della gara, magari quando torneremo qui troveremo condizioni simili, tanto vale essere preparati sin da subito. Inoltre con le alte temperature tutti i problemi si amplificano ed è più facile trovarli. Sicuramente è stato un test importante sia per la mia condizione fisica che per la moto”.

Jorge poi prosegue: “i tempi sono stati alti perchè con questo caldo era impossibile girare forte, mancava grip rispetto ai test precedenti effettuati con temperature più miti. Avevo già fatto un long run con temperature “normali” ed avevamo già raccolto i dati che ci servivano, il long run di oggi è servito per raccogliere ulteriori dati”.

Riguardo la M1 versione 2015 Lorenzo è molto chiaro: “la moto è decisamente migliorata e non siamo poi tanto distanti dalle Honda in questo momento. Su alcune piste saranno favoriti loro, su altre lo saremo noi”.

25 febbraio 2015

MOTOGP: ROSSI LONTANO DA MARQUEZ? COLPA DEL TRAFFICO. (COMUNICATO UFFICIALE).

rossi sepang 2015Valentino Rossi non ha brillato durante l’ultimo giorno di test finendo a quasi 8 decimi da Marquez. Il Dottore ha spiegato i motivi di una prestazione decisamente sotto le attese, ecco le sue parole:

“Alla fine è stato un test positivo. Non sono molto contento della mia posizione e del mio tempo sul giro perché non sono riuscito a fare un buon giro, ho sempre trovato traffico e non ho trovato il momento per spingere. Penso che sarei potuto essere più veloce e sarei potuto essere nella top 3. Abbiamo continuato a lavorare sul cambio e sui settings e abbiamo lavorato con gomme usate, dove dobbiamo migliorare. Sarà interessante capire a che livello siamo su un’altra pista, visto che gli equilibri possono cambiare. Sono molto curioso per il Qatar e per quanto possiamo essere competitivi per la prima gara”.

Il miglior tempo, lo ricordiamo, è stato fatto da Marquez che per poco non girava di nuovo sotto al 59 (1.59.115), evidentemente per il campione del mondo il traffico in pista non era un problema.

25 febbraio 2015

MOTOGP: LORENZO OTTIMISTA “YAMAHA VICINA”. ROSSI SI LAMENTA “YAMAHA LONTANA”

lorenzo 2015 2Hanno la stessa moto ma ad ascoltarli dopo il test di Sepang sembrerebbe proprio di no! Jorge Lorenzo ha concluso la tre giorni di test a Sepang con il 2° tempo assoluto a 3 decimi da Marquez ed ha effettuato una incredibile simulazione di gara con 60 gradi sull’asfalto (!) dichiarandosi quasi soddisfatto del lavoro compiuto, affermando che:

“la Honda è superiore a noi solo su alcune piste. Abbiamo quasi annullato il gap” Jorge inoltre promuove con riserva il nuovo cambio seamless.

Completamente opposto Valentino Rossi che ha chiuso i test 5° a 7 decimi da Marquez. Il 46 ha rinunciato, causa caldo, alla simulazione di gara nel pomeriggio e si è detto non convinto della Yamaha M1 versione 2015 e si è dichiarato non completamente soddisfatto di questi test. Rossi, come Jorge, ha promosso con qualche riserva il cambio seamless.

Dove sta la verità quindi? Yamaha competitiva o non competitiva? Probabilmente la visione più realistica è quella di Lorenzo quando afferma che la M1 sarà competitiva su certe piste e meno su altre. Sicuramente, e questo è facile affermarlo con una certa sicurezza, chi è diverso dal passato anno è Jorge che ora appare molto più in forma e decisamente più a suo agio sulla M1.

 

25 febbraio 2015

MOTOGP: VINALES, CHE PAGA A MILLER, BAZ E LAVERTY! MAVERICK VOLA OLTRE OGNI ASPETTATIVA!

vinales 2015Mentre tutta la stampa parlava di Jack Miller come una specie di nuovo Casey Stoner incrociato con Mick Doohan (il tempo ci dirà se sarà come Casey, come Mick o nessuno dei due…), il giovane Maverick Vinales macinava chilometri su chilometri con la sua Suzuki durante i test…E, colpo di scena, si metteva dietro anche un bel po di persone ben più conosciute e quotate di lui, Miller compreso.

Dopo aver brillato durante i test di Sepang 1 l’ex campione del mondo classe Moto3, sta brillando anche nel secondo round dei test malesi girando a pochi decimi dal compagno di team Aleix Espargaro, ben più esperto e ben più blasonato di lui!

Maverick non solo è nettamente più veloce dei suoi colleghi rookie arrivati quest’anno in MotoGP (alcuni dei quali pilotano moto ben più curate della sua, vedi Miller su Honda, Baz su Yamaha e Laverty su Honda…), ma si prende il lusso di mettersi dietro anche Redding e Hayden tutti e due su Honda…

Avete presente quella storiella che è difficile adattarsi alle gomme Bridgestone ed ai freni in carbonio? Ecco evidentemente il buon Maverick questa storiella del terrore non deve averla letta, oppure se ne frega allegramente…Oppure ancora è molto più forte di quanto lui stesso non sappia di essere!

La domanda arriva spontanea: e se avesse avuto una Honda? Pronostici per il suo primo anno? La vittoria è impossibile, il podio leggermente meno impossibile ma difficilissimo. Entrare nella top 5 un paio di volte sarebbe già una vittoria considerato il suo status di rookie e la moto che pilota.

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25 febbraio 2015

SKY: SANCHINI IN ASSOLUTO IL MIGLIOR GIORNALISTA DI SKY MOTOGP. UN ESEMPIO DI PROFESSIONALITA’.

marquez 2015 1di Marco Meli

Mauro Sanchini, ex pilota WSBK ed ex telecronista WSBK per La7, è in assoluto il valore aggiunto alla redazione di SKY MotoGP (che a tratti nel corso del 2014 è parsa improvvisata ed approssimativa su molti argomenti).

Mauro miscela professionalità e passione creando un mix di leggerezza in grado di coinvolgere sia il telespettatore più distaccato sia il super appassionato che si ricorda il casco di Aaron Slight al GP di Sugo del 1998 WSBK…

Pur essendo amico di Rossi (spesso corre al Ranch del 9 volte campione del mondo) riesce a giudicare Valentino usando sempre un tono distaccato e professionale pur avendo un (legittimo) occhio di riguardo per il 46 di Tavullia. Questa caratteristica va quasi contro i suoi colleghi in SKY, spesso eccessivamente votati all’uso delle parole Valentino e Rossi…Tanto votati da venire a noia dopo un pò, e costringere il sottoscritto a togliere l’audio durante le telecronache della MotoGP.

A mio parere il Sankio avrebbe dovuto commentare tutte e tre le classi ed invece, ancora una volta la MotoGP sarà raccontata da Loris Capirossi dopo l’evidente bocciatura del 2014 da parte dei tanti appassionati. Il Capirex tra un wow e un “questi ragazzi sono fortissimi” perde il confronto diretto con Max Biaggi. Max, da 2 anni voce tecnica della superbike, ti racconta tutto istante per istante riuscendo quasi a prevedere l’andamento delle gare. Il Capirex, attenzione, non perde per antipatia perde e delude perchè di tecnico non dice nulla.

Al contrario Sanchini riesce ad essere tecnico ma senza eccedere nella noia dei numeri o delle spiegazioni eccessivamente tecniche. Il Sankio, giusto ricordarlo, durante i test di Valencia ha professato la pace tra “tifosi” cercando di portare armonia nel motociclismo. E lo diceva mentre, lo ricordo benissimo, Danilo Petrucci sul bagnato era al comando dei test e Rosario Triolo urlava “eccoooo esce Valentino Rossi” (il fatto che Danilo fosse al comando evidentemente non era così importante, nonostante fosse al debutto con la Ducati…)

Bravo Sankio, almeno ci provi!

 

24 febbraio 2015

ECCO IL NUOVO (BELLISSIMO!) ARAI RX7-GP TT 2015. RICORDANDO IL TT ED IL REGNO UNITO!

arai tt 2015Come ogni anno Arai declina il proprio top di gamma RX7-GP in chiave TT. Dopo il modello 2014 sui torni del nero opaco/grigio si torna nel 2015 ad una livrea classica e decisamente più incline alla storia della più famosa e famigerata corsa su strada del mondo.

Belle e vintage le bande anteriori in color oro tenue che dividono e fanno da contorno alla parte blu navy che include le lettere TT. Mentre in un tondo è racchiuso il circuito con la trinacria, simbolo dell’Isola di Man, a sovrastarlo per identificarlo.

Perfetta la scelta dei colori a mio avviso: il color oro ricorda la vittoria. Il blu navy ricorda il mare che circonda l’isola mentre il rosso è da sempre il colore delle corse. Il blu, il bianco ed il rosso, inoltre, sono i colori della bandiera britannica. 

Il casco è già ordinabile presso i rivenditori autorizzati Arai.

23 febbraio 2015

WSBK: SUCCESSO IN TV! OLTRE 1 MILIONE PER IL DUELLO REA-HASLAM!

haslam 2015La WSBK parte forte a Phillip Island! Italia 1 ed Italia 2 tra diretta notturna  e replica pomeridiana, hanno tenuto davanti alla tv oltre 1 milioni di appassionati!

Tanta curiosità per il ritorno di Bayliss è vero, ma anche tanta curiosità per il passaggio di Rea in Kawasaki e per la finalmente competitiva Ducati 1199 Panigale!

Le due manche (bellissime) fatte di duelli tra i veterani (Rea, Haslam e Davies) ed i rookie (Vd Mark e Torres), hanno animato un esordio delle derivate che non poteva essere migliore.

Eccellente il commento di Rangheri che ha sostituito nel migliore del modi Meda…Anzi è proprio Rangheri a rappresentare un valore aggiunto.

22 febbraio 2015

BAYLISS DA SOSTITUTO DI FOGARTY NEL 2000 A SOSTITUTO DI GIUGLIANO NEL 2015.

Troy Bayliss 2C’è chi dice che il tempo sia ciclico, ovvero si ripete infinite volte. Questo nel caso di Bayliss è quasi vero…Anzi, quasi incredibilmente vero!

Il campione australiano è arrivato in WSBK nel lontano 2000 come sostituto di Fogarty che si era fatto male proprio a Phillip Island durante la gara 2 (impatto con il doppiato Ulm). Troy in quel caso, ovviamente, non debuttò a Phillip Island ma lo fece nel disastroso GP di Sugo (Giappone) quando ebbe appena il tempo di correre 200-300 metri in complessivo prima di finire nella ghiaia della prima curva in entrambe la manche. A sua volta Bayliss venne sostituito da Luca Cadalora, ma il modenese ex 500GP non gradiva molto la guida delle 4 tempi e lasciò il progetto…A quel punto la Ducati richiamò Bayliss e li nacque la sua leggenda fatta dei famosi 3 titoli mondiali con 3 moto diverse (996-999-1098), della vittoria in MotoGP nel 2006 sempre con Ducati e del ritorno alle corse nella “sua” Phillip Island in sella alla 1199R per sostituire Giugliano che si è fatto male durante i test proprio a…Phillip Island.

E si, a volte il tempo è ciclico.

22 febbraio 2015

WSBK: ROSSI DICE NO ALLA SUPERBIKE, “MI SENTO VELOCE IN MOTOGP”

rossi pensieroValentino Rossi di recente è tornato a parlare di superbike. Il 9 volte campione del mondo, ora più in forma che mai (2 vittorie l’anno scorso, le stesso di Lorenzo) ha fatto capire di essere totalmente concentrato sulla MotoGP, campionato che vede anche nel suo immediato futuro dato che di ritiro, sostanzialmente, ancora non si parla (e dopo l’impresa di Bayliss tornato in pista a 45 anni…Come mai potrebbe parlare di ritiro, dato che avrebbe ancora 9-10 anni “buoni” davanti…).

Il suo rinnovato impegno in MotoGP, ha in pratica cancellato la (poca) voglia che aveva di correre in WSBK per diventare l’unico pilota a vincere entrambi i campionati e riunire così tutti i titoli.

 

 

22 febbraio 2015

WSBK: INFORTUNIO PER CANEPA IN AUSTRALIA. LESIONE AD UN TENDINE.

canepa 2015Ancora tanta sfortuna per l’azzurro Niccolò Canepa da quest’anno in sella alla EBR. Il genovese del team americano è stato vittima di una violenta caduta tra la curva 1 e la curva 2 mentre disputava gara 1 (forse provocata da un avaria tecnica) riportando una fortissima distorsione alla caviglia sinistra con lesione ad un tendine. “Fortunatamente” non sembrano esserci fratture. Ulteriori esami verranno condotti nei prossimi giorni. Il GP di Thailandia non dovrebbe essere a rischio per il veloce pilota ligure.

22 febbraio 2015

WSBK: BAYLISS, “SONO ANCORA VELOCE!” (COMUNICATO UFFICIALE).

bayliss 2015 3Troy Bayliss (46 anni, gli ultimi 6 senza disputare neppure un GP) ha impressionato favorevolmente tutti a Phillip Island. Il 3 volte campione del mondo a tratti è riuscito persino a tenere il passo dei piloti più giovani ed agguerriti come Vd Mark e Torres ed ha a lungo battagliato con il campione del mondo Guintoli.

Bayliss ha ceduto sul finale di gara 1 a causa di problemi di gomme mentre in gara 2 si è fermato a cambiarle per poter completare la gara e salutare i suoi tantissimi fans accorsi sull’isola! Ecco la sua dichiarazione ufficiale:

“Ho un mix di emozioni alla fine di questo weekend. Sono venuto qui per divertirmi, per i tifosi e per il circuito di Phillip Island. Pensavo che forse non avrei avuto più il passo per correre con tutti i giovani piloti che ci sono nel campionato attualmente, ma ho visto che sono ancora veloce e se non fosse stato per l’usura delle gomme, penso che avrei potuto fare molto di più. E’ un peccato non aver avuto a disposizione più tempo in pista, e ovviamente non ho avuto il tempo necessario per prepararmi al 100% anche dal punto di vita fisico. Però tutto sommato, è stato un weekend molto positivo e sotto molti punti di vista mi sono divertito come nel 2008. Ringrazio la Ducati per avermi dato la possibilità di correre ancora una volta e ringrazio tutti i tifosi ed i ducatisti per il loro sostegno.”

22 febbraio 2015

WSBK: SYKES CRITICO VERSO VD MARK, “POTEVA LASCIARMI SPAZIO…”

sykes 2015Tom Sykes è uscito da Phillip Island con il morale a terra. L’ex campione del mondo non è mai entrato nel vivo della lotta ne per la vittoria, ne per il podio ed a tratti è parso seriamente in difficoltà in sella alla sua ZX-10R, come mancasse del feeling.

A peggiorare ulteriormente la già non positiva trasferta australiana ci si è messo anche il rookie olandese Micheal Van Der Mark autore di una manovra dura ma assolutamente corretta proprio nei confronti di Tom.

Il campione WSS in carica ha affiancato in staccata la ZX-10R del britannico salvo poi stringerlo verso il bordo della pista mentre Sykes cercava un improponibile resistenza all’esterno.

“poteva lasciarmi spazio”, ecco le parole di Sykes riguardo la manovra di Vd Mark visibilmente contrariato forse più dall’aver preso paga dal nuovo compagno di team Rea che dal giovane olandese.

La prima gara del campionato non fa (quasi) mai testo, ma la sensazione è che Rea sia un osso ben più duro di Loris Baz per Tom Sykes.

 

22 febbraio 2015

WSBK: SPIES: “DATE A BAYLISS LA TERZA MOTO PER CORRERE LA STAGIONE!”

bayliss 2015 2Ben Spies, primo ed unico campione del mondo Yamaha proprio in WSBK nel 2009, torna a parlare di derivate dopo l’eccitante GP di Phillip Island appena trascorso, e lo fa via Twitter parlando del gran ritorno di Bayliss.

Secondo il texano, oggi sposato con un italiana e felicemente in pensione, la Ducati dovrebbe dare una terza moto a Bayliss per competere nelle rimanenti gare del 2015…

A volerlo in realtà sono anche i fans, gli sponsor del team, gli sponsor del campionato e con tutta probabilità anche la Dorna. Troy in gara, sino a quando le gomme hanno retto, è sembrato decisamente veloce (in relazione ai 6 anni di stop…) e, sinceramente, sembrano esserci ampi margini di miglioramento per il 3 volte iridato australiano che in realtà non ha mai smesso di andare in moto correndo tantissimo nel dirt track.

 

21 febbraio 2015

WSBK: BAYLISS: “ALTRA GARE? FORSE SI. VEDREMO COME VA QUI”

bayliss 2015Bayliss prima del week end aveva escluso in maniera categorica un suo ritorno alle corse in pianta più o meno stabile ma, vuoi i buoni risultati delle prove, vuoi il suo impatto mediatico (cosa piuttosto ben vista dallo sponsor del team Ducati, da Dorna e dagli sponsor del campionato), vuoi la sua voglia di correre dopo un ritiro “forzato” dalla moglie un po stanca di viaggiare in giro per il mondo…Ecco, vuoi tutti questi ed altri motivi, potremmo rivedere Bayliss anche in futuro nel corso del 2015.

L’australiano, 3 volte campione del mondo WSBK con Ducati, ha ora aperto la sua candidatura a sostituito di Davide Giugliano (infortunato) con queste parole:

“di un proseguimento del rapporto con Ducati non abbiamo parlato, sono concentrato a fare bene ora, il mio target è la top 10 e penso di poter riuscire nell’impresa. Se le cose andranno bene allora si parlerà di altre corse insieme a Marinelli”.

Il ritorno di Bayliss, in maniera indiretta, è una critica verso gli attuali piloti WSBK che, secondo i fans più accaniti, mancano di personalità e carisma. Caratteristiche essenziali per portare la gente davanti alla tv ed in tribuna poi.

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18 febbraio 2015

TECNICA: DAL FLY-BY-WIRE AL RIDE-BY-WIRE DELLE NOSTRE MOTO…COME CI SIAMO ARRIVATI?

aprilia wsbk 2014Come siamo arrivati al ride-by-wire che oggi governa le moto sportive più estreme? La risposta è: Apollo 11. Si esatto, se oggi il comando del gas di una moto non ha più il cavo ma un filo, lo dobbiamo alla corsa verso la Luna ad opera della NASA durante gli anni 60.

Infatti il modulo lunare che portò l’uomo sul nostro satellite era completamente fly-by-wire e gestito da un computer digitale. Gli astronauti premevano pulsati ed azionavano leve che non avevano un reale collegamento fisico con la parte azionata…Se pensiamo che siamo sul finire degli anni 60, c’è veramente da stupirsi!

Dopo le missioni Apollo la NASA decise di vendere le proprie conoscenze sul fly-by-wire ai militari ed allestì un caccia F8 con il computer digitale del modulo lunare togliendo ogni tipo di collegamento fisico (essenzialmente l’impianto idraulico del velivolo). La dimostrazione ebbe successo ed i militari si interessarono all’acquisto della tecnologia che ben presto si diffuse sui velivoli militari e civili di tutto il mondo sino a cambiare radicalmente i concetti di volo e di progettazione dei velivoli.

Ma perchè interessava tanto ai militari? Qui dobbiamo tornare alla guerra del Vietnam. In Vietnam il 30% dei velivoli americani abbattuti cadeva a causa di problemi all’impianto idraulico. Questo infatti poteva essere compromesso anche da un semplice proiettile sparato da terra ed una volta danneggiato non c’era scampo, l’aereo cadeva. I militari quindi cercavano un sistema più sicuro per far volare i propri caccia. Il fly-by-wire, essendo composto per il 90% da cavi, ha il grosso pregio di poter essere posizionato liberamente all’interno del velivolo ed ha il vantaggio di poter essere schermato anche da grosse lastre antiproiettile. L’impianto idraulico invece aveva posizioni obbligate, era complesso e pesante.

Il fly-by-wire si diffuse rapidamente negli aerei civili e dopo qualche anno venne sperimentato con successo anche nel campo automobilistico con il nome di sistema drive-by-wire.

Solo di recente il sistema di controllo elettronico è stato usato in campo motociclistico e con molte difficoltà, sia tecniche che psicologiche. Tecniche perchè gli spazi all’interno di una moto sono molto esigui. Molte componenti infatti vanno miniaturizzate con un aggravante di costo, pensiamo infatti al sistema ABS per esempio: nelle moto deve essere giocoforza piccolo e leggero, nelle auto questo problema non esiste! Senza dimenticare il fatto che i sistemi ABS per moto sono molto più complessi di quelli auto e richiedono software molto particolari, dedicati e complessi. Psicologiche perchè sin da subito i motociclisti hanno male interpretato il reale scopo del ride-by-wire che è stato visto come un sostituito del pilota e non come un assistente alla guida (quello che realmente è).

A proposito di miniaturizzazione di componenti elettroniche…La ricerca verso questa direzione è partita sempre grazie alla corsa verso la Luna da parte della NASA che aveva un esigenza molto specifica: costruire un modulo lunare funzionale che non fosse grosso come una casa e che non pesasse quanto un treno.

Famosa la frase dell’astronauta Neil Armstrong: se il fly-by-wire è sicuro? Mi ha portato dalla Terra alla Luna e poi di nuovo sulla Terra. Per me è sicuro, no?”

Esattamente come per gli aerei il sistema “by-wire” impiegato sulle moto ha un solo scopo: rendere stabile un oggetto instabile togliendo al pilota questo compito al fine di lasciarlo concentrato sulla missione o sulla…Guida! Il fly-by-wire ha reso gli aerei non solo più sicuri ma anche molto più maneggevoli e, paradossalmente, anche meno costosi da progettare. Nelle moto il ride-by-wire è in grado anche di colmare i “difetti” voluti della ciclistica. Esempio: il produttore decidere di avere una moto agile con interasse corto ma non vuole che si impenni ad ogni apertura di gas? Semplice: usa una strategia integrata nel ride-by-wire per avere sia una moto agile che stabile!

 

 

 

18 febbraio 2015

CLAMOROSO! BAYLISS CON DUCATI A PHILLIP ISLAND!

bayliss 2007In un primo momento il team Ducati Superbike, per parola dello stesso responsabile Marinelli, aveva escluso la sostituzione di Davide Giugliano (infortunato durante i test) al fine di risparmiare motori…Ma qualcosa durante la notte italiana deve essere cambiato a Borgo Panigale dato che, alle 9, si è diffusa la clamorosa notizia che Troy Bayliss sostituirà Giugliano e correrà insieme a Davies sotto i colori ufficiali di Aruba.

Troy, 3 volte campione del mondo con Ducati con ben 3 moto diverse, piloterà la quarta bolognese differente in WSBK segnando un record tra le derivate praticamente irraggiungibile!

Aspettative per la sua prestazione? Bayliss non ha mai smesso di girare in pista…Ma un conto sono i test o le presentazioni stampa, un conto sono i week end di gara…Tuttavia la sua presenza va ben oltre la prestazione stessa e serve, se non altro, a riportare quell’alone di eroismo che la superbike ha sempre avuto e che negli ultimi anni si era perso a causa di piloti dalla personalità, forse, un po piatta al confronto del carismatico Troy.

La prestazione di Bayliss servirà anche a capire il reale valore degli attuali piloti WSBK in campo…Staremo a vedere!

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